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Olga Orozco

Olga Orozco
Olga Orozco (Santa Rosa de Toay, 1920 – Buenos Aires, 1999) fu una poetessa e scrittrice argentina, appartenente alla generazione del 40.

Visse nella sua città natale, in provincia di La Pampa, fino all’età di otto anni, poi si trasferì a Bahia Blanca e nel 1936 a Buenos Aires, dove si stabilì per il resto della sua vita.
Si laureò presso la Facoltà di Lettere e Filosofia e iniziò a lavorare per diverse riviste utilizzando pseudonimi diversi per ogni diverso stile di scrittura.
Olga Orozco lavorò anche per la radio e nel 1961 ottenne una sovvenzione da parte del National Endowment for the Arts.
Successivamente vinse molti premi per la poesia: nel 1981 fu insignita del Premio Internazionale del Racconto Juan Rulfo, uno dei riconoscimenti più importanti in America Latina.

Tutte le sue opere ruotano attorno al tema della morte e della solitudine, che la scrittrice ha saputo esprimere con una grande intensità drammatica.
Nelle sue poesie Olga Orozco racconta dell’infanzia come un paradiso perduto, descrive l’adolescenza come l’età delle scoperte e parla di morte e memoria.
Il suo linguaggio è caratterizzato da uno stile chiuso e malinconico, ma sensuale e voluttuoso allo stesso tempo.

Si ricordano: “Desde lejos” (1946); “Las muertes” (1951); “Los juegos peligrosos” (1962); “Museo salvaje” (1974); “Veintinueve poemas” (1975); “Cantos a Berenice” (1977); “Mutaciones de la realidad” (1979); “La noche a la deriva” (1984); “En el revés del cielo” (1987) e il libro di racconti autobiografici, “La oscuridad es otro sol” (1967).
Olga Orozco morì a Buenos Aires, nel 1999.

January 6, 2010 By : admin Category : Vari letteratura Tags:, , , ,
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Liliana Bodoc

Liliana Bodoc
Liliana Bodoc è una scrittrice, professoressa di letteratura e poetessa argentina.

Nacque a Santa Fe, in Argentina, nel 1958, ma si trasferì a Mendoza, all’età di cinque anni.
Si laureò in Lettere Moderne presso l’Universidad Nacional de Cuyo e successivamente diventò professoressa di questa materia.
Bodoc si appassionò per la scrittura a partire dal 1993 e scrisse diversi romanzi.
Tra i suoi romanzi si ricordano: il suo primo romanzo “Los días del Venado” (2000), che fu premiato presso la fiera del libro di Buenos Aires; “Los días de la Sombra” (2002) e “Los días del Fuego” (2004), che insieme al primo romanzo costituiscono una trilogia epica magica, ispirata a delle leggende sulla popolazione aborigena dell’America Latina.
In queste opere il suo stile si avvicina a quello di JRR Tolkien e Ursula Le Guin.

Durante la sua carriera, la scrittrice pubblicò anche nel 2004 il romanzo “Portantos y Doña Cata y la gitana”, che fu trascritto persino per il teatro.

January 4, 2010 By : admin Category : Vari letteratura Tags:, , , ,
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Cecilia Roth

Cecilia Roth
Cecilia Roth è un’attrice Argentina.
Iniziò la sua carriera cinematografica nella metà degli anni settanta nel suo paese e poi si trasferì in Spagna, dove, negli anni ottanta, lavorò con il regista Pedro Almodovar.
Il film che le diede fama internazionale fu “Martin Hache”, con cui vinse il suo primo Premio Goya.
Durante la sua carriera recitò anche per il teatro e in numerose serie televisive.

Cecilia Rotemberg, nota come Roth, nacque l’8 agosto 1958, a Buenos Aires.
Figlia dell’ucraino Jorge Abraham Rotemberg, che si trasferì all’età di 30 anni a Buenos Aires, dove lavorò come redattore e giornalista per La Opinion, e di Dina Rot, una cantante e attrice cilena, fu mandata in esilio con la famiglia, all’età di diciassette anni, in Spagna, dove visse a Madrid per dieci anni.
Nella capitale spagnola si innamorò di un fotografo basco ed ebbe la sua prima delusione d’amore, che la riportò in Argentina, dove alla fine rimase a vivere e incontrò Gonzalo Gil, il suo futuro primo marito.

Durante la sua carriera artistica, Cecilia lavorò in oltre trenta film, alcuni dei quali diretti dai grandi registi Aristarain, Almodovar e Marcelo Pineyro.
Inoltre si dedicò anche al teatro e recitò per varie serie tv, come “Las aventuras de Pepe Carvalho” (1986), “Nueve Lunas” (1995), “Laura y Zoe” (1998) e “Epitafios” (2004).

Tra i suoi film si ricordano: “No toquen à la nena” (1976); “Crecer de golpe” (1977); De fresa, limón y menta (1978); Verdes praderas (1979); La familia, bien, gracias (1979); Una noche con Sabrina Love (2000), di Alejandro Agresti; Antigua vida mía (2001) e Vidas privadas (2001) di Fito Paez.
Dagli anni ottanta, l’attrice iniziò un rapporto professionale con Pedro Almodovar e lavorò in: “Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón” (1980); “Laberinto de pasiones” (1982); “¿Qué he hecho yo para merecer esto?” (1984) e in “Todo sobre mi madre” (1999 – secondo premio Goya Miglior attrice)
Inoltre, Cecilia Roth recitò anche per Adolfo Aristarain in “Un lugar en el mundo” (1992) e in “Martín-hache” (1997 – primo premio Goya Miglior attrice), che aumentò notevolmente la sua fama internazionale.

Tra i suoi lavori più recenti si ricordano: “Hable con ella” (2002); “Deseo” (2002); “Kamchatka” (2002); “La hija del caníbal” (2003); “Otros días vendrán” (2005); “La intrusa” (2005); e “Sofacama” (2006).

December 26, 2009 By : admin Category : Cinema Vari Tags:, , , ,
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Alfonsina Storni

Alfonsina Storni
Alfonsina Storni fu una drammaturga, giornalista e poetessa argentina, esponente del postmodernismo.

Nacque a Sala Capriasca, in Svizzera, il 22 maggio 1892, e poi si trasferì con la famiglia in Argentina, in età precoce.
La sua infanzia fu abbastanza difficile e Alfonsina Storni fu costretta a lavorare come lavapiatti, cameriera e sarta, per via della situazione economica famigliare.

In seguito insegnò presso una scuola rurale a Coronda e si dedicò alla recitazione, lavorando con diversi gruppi teatrali.
Nel 1911, si trasferì a Buenos Aires e, nel 1912, ebbe un figlio.
Poi, dal 1916 in poi, intraprese la sua carriera letteraria.

Tra i suoi scritti si ricordano, le sue raccolte di poesie: “La inquietud del rosal” (1916); “El dulce daño” (1918); “Frente al mar” (1919); “Languidez” (1920), che le diede un Primo Premio di Poesia e il secondo Premio Nazionale di Letteratura; “Un cementerio que mira al mar” (1920); “Ocre” (1925); “Poemas de amor” (1926); “Mundo de siete pozos” (1934); “Alta mar” (1934); “Antología poética” (1938) e “Poesías completas” (1968).

I suoi scritti trattano principalmente di amore e morte.

Malata di cancro, Alfonsina Storni si suicidò tragicamente in mare, il 25 ottobre 1938.

December 22, 2009 By : admin Category : Vari letteratura Tags:, , , , ,
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