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Sandro Botticelli

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Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi) fu un pittore italiano.
Nacque a Firenze nel 1445, quarto figlio di Alessandro di Mariano Filipepi Tanner.
Si dedicò presto alla pittura, difatti ancora giovane, entrò a studiare presso la bottega del fratello Antonio, pittore, orafo e scultore.
Già nel 1470 aprì il suo primo laboratorio e iniziò a realizzare le sue prime opere.
Nel 1475 dipinse un ritratto a Giuliano de Medici, fratello di Lorenzo de Medici, che è conservato nella National Gallery di Washington.
Intorno al 1478 Sandro dipinse le sue opere più celebri e ammirate: la Primavera e la Nascita di Venere, conservate tuttoggi agli Uffizi di Firenze
Entrambe le opere si rifanno al neoplatonismo fiorentino di Pico della Mirandola e di Marsilio Ficino, che unisce il platonismo al cristianesimo.
Nel 1481 il pittore realizzò tre affreschi per la Cappella Sistina: le Prove di Mosè, le Prove di Cristo e la Punizione di Qorah, Dathan e Abiram e altri dipinti di papi su alcune pareti, oggi deteriorati.
Le sue ultime opere sono Natività mistica, conservata al National Gallery di Londra, e la Crocifissione simbolica, conservata nel Fogg Art Museum dell’Università di Harvard a Cambridge (Massachusetts).
Sandro Botticelli morì a Firenze nel 1510, all’età di 65 anni, malato e povero.

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Salvador Dalí

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Salvador Dalí (Figueres, 11 maggio 1904Figueres, 23 gennaio 1989) fu un grande pittore, scultore e scrittore spagnolo, che fin da adolescente aveva molta fiducia nelle proprie capacità (diceva che sarebbe stato “un grande genio”) e che fu il massimo esponente del surrealismo.

Vita
Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí nacque a Figueras (Girona), 11 maggio 1904, da una famiglia borghese.
Iniziò a dedicarsi all’arte precocemente, difatti, già all’età di dieci anni iniziò a disegnare e dipingere paesaggi e a effettuare ritratti famigliari.
Durante la sua vita Dalí si dedicò anche alla scrittura, attraverso cui cercò di esprimere la propria arte.
I suoi primi articoli apparsero nel 1919 sulla rivista locale Studium: si ricorda il suo articolo “I grandi maestri della pittura”.
Nel 1922 Dalí si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti di San Fernando, a Madrid, dove studiò fino al 1926, quando venne espulso prima di sostenere gli esami finali.
In questo periodo visse presso la Residencia de Estudiantes di Madrid, dove conobbe futuri artisti come Luis Buñuel, Federico García Lorca, Jose Bello e José Moreno Villa.

Nel 1928 Salvador Dalí collaborò con Luis Buñuel nel film “Un Chien Andalou.”
Nel 1929 divenne membro del gruppo surrealista francese e a partire dal 1928-1929 realizzò opere utilizzando materiali sperimentali come sabbia e sughero.
Lo stesso anno organizzò una mostra dove presentò alcuni dei suoi dipinti, si ricordano: L’enigma del desiderio” e “Il grande masturbatore.”

Durante la sua vita Salvador Dalí mostrò un grande interesse per le teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud e per la scienza.
Le sue opere presentano un mondo di sogno e fantasia delirante e irrazionale.
Nel 1930 Dalí collaborò nuovamente con Luis Buñuel in “The Golden Age” e divenne conosciuto in tutto il mondo, difatti ottenne persino un articolo in prima pagina sul Time, il 14 dicembre 1936.
Poi si trasferì negli Stati Uniti, dove tenne varie conferenze e creò delle collezioni di gioielli: il più conosciuto è Il cuore reale, realizzato in oro con 46 rubini, 42 diamanti e 4 smeraldi.
Nel 1941 Dalí venne espulso dal gruppo surrealista.
Nel 1951 pubblicò il Manifesto mistico e negli stessi anni si dedicò anche alla pop-art e optical art.

Le sue opere più importanti e rappresentative sono: “Il cestino del pane” (1926), “Il grande masturbatore” (1929), “Persistenza della Memoria” (1931), “La guerra civile” (1936), “Spagna” (1938), “Leda Atomica” (1949), “Cristo di San Giovanni della Croce” (1951) e “Ultima Cena” (1955).
Inoltre si ricordano tra i suoi scritti: “La vita segreta di Salvador Dalí”, “Diario di un Genio” (1964), “Confessioni” (1973) e per quanto riguarda le arti grafiche: dodici litografie per il “Don Chisciotte” di Miguel de Cervantes (1957), un centinaio di litografie a colori per “La Divina Commedia” di Dante (1960) e varie incisioni.

Nel 1974 Dalí inaugurò il Teatro-Museo Dalí a Figueres e nel 1982 il Salvador Dalí Museum di St. Petersburg (Florida, USA). Nel 1983 fondò la Fondazione Gala-Salvador Dalí a Figueres, in onore della moglie Gala, sua musa ispiratrice.
Salvador Dalí fu un artista controverso, provocatorio e esibizionista, morì il 23 gennaio 1989 a Figueras.

January 9, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , ,
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Ramon Gaya

Ramon Gaya
Ramon Gaya fu un pittore e scrittore spagnolo.
Nacque a Huerto del Conde (Murcia), il 10 ottobre del 1910.
Iniziò a dedicarsi alla pittura alla sola età di dieci anni, seguendo i consigli artistici di Pedro Flores e Luis Garay.
Abbandonò gli studi prematuramente, per occuparsi totalmente dell’arte, ma continuò la propria formazione presso la biblioteca del padre: si interessò alle opere di Wagner, Tolstoj, Nietzsche e Galdós.

Ramon Gaya organizzò la sua prima mostra al Circulo de Bellas Artes di Murcia e entrò in contatto con gli artisti dell’epoca come Picasso, Braque e Matisse.
Successivamente, grazie ad una borsa di studio concessa alla Città di Murcia, a diciassette anni, si recò a Madrid, dove visitò il Museo del Prado, e poi a Parigi, dove mise in mostra le proprie opere insieme a Pedro Flores, Luis Garay e Darsic Japp.
Ritornato in Spagna, dopo la morte della madre, Ramon Gaya collaborò ad una Misiones Pedagógicas e realizzò più copie di vari dipinti del Museo del Prado (di Velazquez e Rivera).

La guerra civile spagnola fu un evento traumatico per il pittore, poiché egli perse la moglie in un bombardamento a Figueras e fu costretto a rifugiarsi in Messico, dove trascorse 17 anni in esilio e dove realizzò molte opere pittoriche e letterarie.
Nel 1952 Ramon Gaya tornò in Europa, per un breve periodo e nel 1956 si stabilì temporaneamente a Roma, dove dipinse “Bautismo”, “Entierro de Cristo”, “Noli me tangere” e “Judith y Holofernes.”
Nel 1960 ritornò in Spagna e si recò a Valencia, dove conobbe la sua seconda moglie, Isabel Verdejo.
Gli anni successivi della sua vita furono caratterizzati da un lavoro intenso e dalla pubblicazione di due dei suoi libri più importanti: “Il Sentimento de la Pittura” (1960) e “Velázquez, pájaro solitario” (1969).
Durante la sua carriera artistica, Ramon Gaya ottenne molti riconoscimenti come il Premio Nazionale di Arti Plastiche, assegnato nel 1997, la Medaglia d’Oro del Circulo de Bellas Artes di Madrid, e la nomina nel 1999 di Dottore Honoris Causa presso l’Università di Murcia.
Morì 15 ottobre 2005, all’età di 95, a Valencia.

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Ramon Casas

Ramon Casas
Ramon Casas fu un pittore spagnolo, nacque a Barcellona il 4 gennaio 1866, figlio di una ricca famiglia catalana.
Fin da giovane iniziò a dedicarsi alla pittura e frequentò l’Accademia di Joan Vicens.
Nel 1881, a sedici anni, fu co-fondatore della rivista L’Avenç e si recò a Parigi per studiare con Carolus Duran.

Dopo aver completato la sua formazione a Barcellona e Madrid, tornò a Parigi con Rusiñol e conobbe Miquel Utrillo e Ramón Canudas, con cui visse l’atmosfera parigina di fin de siecle.

In questo periodo Ramón Canudas dipinse interni di case modeste, cortili, piazze, giardini di quartiere presso Montmartre e il Moulin de la Galette, figure femminili e caffè.
Nelle sue opere predominavano tonalità di grigio e colori freddi, con una luce di riempimento, quasi trasparente.

Nella sua opera “Madeleine”, per esempio, il pittore presenta una donna sola in un bar, intenta a bere e fumare; nell’opera “Aria Plean” raffigura una giovane donna seduta ad un tavolo, che si gira a guardare un gentiluomo, sullo sfondo ritrae il quartiere di Montmartre e il mulino, in un crepuscolo grigio; e nell’opera “Danza presso il Moulin de la Galette”, mostra una visione triste e squallida del luogo, rafforzata attraverso l’utilizzo di colori freddi e di tonalità di chiaroscuro.

Succcessivamente il pittore si trasferì definitivamente a Barcellona, anche se continuò a recarsi a Parigi, per partecipare agli eventi mondani.
Nel 1897 aprì a Barcellona il cafè, Els Quatre Gats, che diventò un importante centro artistico, caratterizzato da incontri e mostre d’arte (di cui decorò le pareti in collaborazione con Pere Romeu).
Quando aumentò la sua fama da pittore, Ramon Casas iniziò ad occuparsi di graphic design e a creare manifesti, annunci e cartoline.

Tra le sue opere si ricordano anche: “El garrote vil” (1894), esposta al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, di Madrid e che rappresenta l’esecuzione di un criminale da lontano; “Desnudo Femenino”; “Nude” (1894), dove raffigura una giovane donna nuda, sul pavimento, in posizione fetale, con il viso nascosto dai capelli lunghi, neri; le caricature di alcuni artisti d’elites, come Joaquin Sorolla e Agustín Querol.
Ramon Casas morì a Barcellona il 29 febbraio del 1932, all’età di 66 anni.

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Raffaello Sanzio

Raffaello Sanzio
Raffaello Sanzio fu un pittore e architetto italiano.

Raffaello Santi o Sanzio nacque ad Urbino, nelle Marche, il 6 aprile 1483.
Suo padre era un pittore e fu il suo primo maestro.
Rimasto presto orfano, dopo la morte della madre (1491) e del padre (1494), fu ospitato a casa di parenti.
Nel 1500 studiò presso il pittore Pietro Perugino, che gli insegnò le varie tecniche pittoriche del tardo Quattrocento, tra cui l’uso del petrolio (un nuovo metodo importato dalle Fiandre) e l’affresco.
I suoi primi capolavori furono “Lo sposalizio della Vergine”, alcune Madonne e “Le tre Grazie.”
Nel 1504 Raffaello Sanzio si trasferì a Firenze, dove studiò arte e incontrò Leonardo e Michelangelo.
In questo periodo realizzò “Madonna col Bambino”; il ritratto “La ragazza con la mela” e la “Donna con bambino.”
Nel 1508 si recò a Roma, dove iniziò a lavorare per il Papa Giulio II, che gli commissionò la decorazione dei suoi appartamenti privati in Vaticano e successivamente, nel 1513, per il Papa Leone X (fino al 1517).
Progettò varie chiese, come la Cappella Chigi, nella chiesa di Santa Maria del Popolo, la chiesa di S. Eligio degli Orefici e la villa del Papa Clemente VII.
Fu assistente del Bramante nelle opere del Vaticano, che riprese, dopo la morte di questo, nel 1514 (San Pietro e il cortile di San Damaso).
Tra il 1515 e il 1516 progettò dieci arazzi per la Cappella Sistina e fu nominato responsabile di tutti gli scavi archeologici di Roma e dintorni.
In questo periodo Raffaello Sanzio realizzò anche i ritratti di Giulio II, Leone X, Baldassarre Castiglione, la “Donna Velata” e la “Madonna Sistina” (1512-1514).
Morì all’età di 37 anniil 6 aprile 1520 e al suo funerale, che fu celebrato in Vaticano, partecipò tutta l’aristocrazia, che lo conosceva come il “principe dei pittori”.
Raffaello Sanzio fu sepolto nel Pantheon, a Roma.

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Pedro Berruguete

Pedro Berruguete
Pedro Berruguete fu un pittore spagnolo, il cui stile viene considerato a metà tra quello fiammingo e quello rinascimentale.

Nacque a Paredes de Nava (Palencia) nel 1450, iniziò la sua formazione in Castiglia.
Nel 1474 si trasferì in Italia, dove lavorò presso la corte di Federico da Montefeltro a Urbino e collaborò con l’artista Giusto di Gand alla decorazione del Palazzo Ducale.
In Italia, Pedro Berruguete conobbe anche Piero della Francesca e Francesco di Giorgio Martini.
Decorò lo Studiolo, insieme a Giusto di Gand, dipingendo una serie di ritratti a mezzobusto di uomini illustri del passato e del presente.
Dopo la morte di Federico da Montefeltro, l’artista ritornò in Spagna e operò a Siviglia, Toledo e Avila, dove dovette adattarsi allo stile spagnolo dell’epoca.
In questo periodo realizzò opere, legate a valori religiosi, come: ”Le tentazioni di San Tommaso”, “La fustigazione” e “l’Annunciazione.”
Pedro Berruguete morì nel 1503.

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Paul Gauguin

Paul Gauguin
Paul Gauguin fu un pittore francese.

Nacque a Parigi, il 7 giugno 1848, sua madre era la figlia del famoso socialista e femminista Flora Tristan.
Dopo una gioventù avventurosa e trascorsi quattro anni in Perù con la sua famiglia, Paul Gauguin lavorò prima nella marina mercantile francese e poi diventò un agente di borsa a Parigi, città, in cui visse in modo agiato con la moglie, la danese Mette-Sophie Gad, e i suoi cinque figli.
In questo periodo Paul Gauguin incontrò il pittore Camille Pissarro e iniziò ad interessarsi all’arte impressionista, diventando un collezionista e pittore dilettante.

Espose i suoi primi quadri impressionisti nel 1876, 1880, 1881, 1882 e nel 1886.
A partire dal 1882 fece diventare la sua passione una professione e si trasferì in Danimarca, con la famiglia.
Nei primi mesi del 1884 ritornò in Francia e visse nella città Rouen, dove viveva Pissarro e dove realizzò il dipinto “Man in the Road (Rouen)”, opera che si trova tutt’oggi al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e che presenta un paesaggio dominato da uno stile impressionista.

Tra il 1886 e il 1891 Gauguin visse principalmente in Gran Bretagna, anche se fece alcuni viaggi a Panama e in Martinica (1887-1888).
In Gran Bretagna l’artista diventò membro della scuola di Pont-Aven e fu influenzato dal pittore Emile Bernard, che lo allontanò dall’impressionismo e lo avvicinò ad uno stile meno naturalistico, il sintetismo.
In questo periodo, inoltre, Paul Gauguin si interessò all’arte indiana medivoale in vetro colorato e alle stampe giapponesi, di cui venne a conoscenza attraverso l’artista Vincent van Gogh nel 1888, con cui visse insieme due anni, ad Arles nel sud della Francia.
Dopo un il litigio con Van Gogh, che cercò di ucciderlo, Paul Gauguin lasciò la città.

Nel 1891, pieno di debiti, salpò per Tahiti e le isole Marchesi, dove trascorse il resto della sua vita (eccezione un viaggio in Francia tra il 1893 e il 1895).
In oriente l’artista venne influenzato dall’ambiente tropicale e dalla cultura polinesiana: dipinse oggetti e paesaggi che incontrava quotidianamente.
Si ricordano: “Due donne tahitiane sulla spiaggia” (1891, Musée d’Orsay, Parigi, Francia); “Lo spirito dei morti veglia” (1892, Galleria darte Albright-Knox) e il suo grande capolavoro “Doù venons-nous? Que sommes-nous? Où allons-nous?” (Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? – 1897, Museum of Fine Arts, Boston, USA), dipinto prima del suo tentativo di suicidio.
Paul Gauguin morì a Hiva Oa, il 8 maggio 1903.

January 7, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , ,
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Paul Cezanne

Paul Cezanne
Paul Cezanne fu un pittore francese, considerato il padre dell’arte moderna e ammirato da molti artisti, come Henri Matisse e Pablo Picasso.

Nacque a Aix-en-Provence, nel sud della Francia, il 19 gennaio 1839, studiò presso il Collège Bourbon, dove ricevette una formazione umanistica e fece amicizia con il futuro scrittore, Émile Zola.
Manifestò uno spiccato interesse per l’arte, fin dalla tenera età, nonostante il disappunto del padre.

Nel 1856 Paul Cezanne si iscrisse all&#8217cole de Dessin di Aix e anche alla facoltà di legge.
A Parigi l’artista potè ammirare le opere del pittore romantico Eugène Delacroix, di Gustave Courbet e di Edouard Manet, ma la sua arte fu influenzata principalmente da Camille Pissarro.
In questo periodo Cezanne iniziò a dipingere scene di vita rurale e interruppe (1886) la lunga amicizia con lo scrittore Émile Zola poiché notò dei riferimenti ai suoi fallimenti artistici, in una delle sue opere.

All’età di 47 anni diventò economicamente indipendente, anche grazie ad una fortuna che ereditò dal padre e continuò a dipingere paesaggi naturali, in cui riuscì a esprimere i volumi attraverso macchie di colore giustapposte.
Durante la sua vita, l’artista non fu quasi mai soddisfatto delle proprie opere, difatti molte le lasciò incompiute e molte altre le distrusse: si lamentava particolarmente della sua incapacità di rappresentare figure umane.

Tra le sue opere si ricordano: “La maison du pendu” (1873); “Les baigneurs au repos” (1875-1876 olio su tela, The Barnes Foundation, Merion); “Sa résidence du Jas de Bouffan” (1878); “Les joueurs de cartes” (1892); “Autoportrait” (1898); “Nature-morte aux trois crânes” (1900. Institute of fine Arts. Michigan) e “Mont Sainte-Victoire” (1904-1906).

La sua mostra più importante si tenne nel 1904 e permise all’artista di raggiungere un notevole prestigio.
Paul Cezanne morì il 22 ottobre 1906, a Aix-en-Provence.

January 7, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , ,
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Paolo Uccello

Paolo Uccello
Paolo di Dono detto Paolo Uccello fu un pittore e mosaicista italiano.
Nacque nel 1395, probabilmente a Firenze, anche se si vantava di essere nato a Pratovecchio in Casentino, in provincia di Arezzo.

Per quanto riguarda la sua educazione si hanno soltanto informazioni di seconda mano.
Secondo il Vasari, Paolo Uccello fu allievo di Antonio Veneziano, tuttavia è più plausibile che ebbe la sua formazione presso la bottega di Gherardo Starnina.
Nel 1407-1414 il pittore lavorò nella bottega di Lorenzo Ghiberti, impegnata nella realizzazione della porta Nord del battistero di Firenze: si pensa che lo pseudonimo “Paolo Uccello” derivi proprio da questo suo lavoro, poiché l’artista si dedicò a rappresentare dei volatili sul fregio.
Successivamente, nel 1425, Paolo Uccello si trasferì a Venezia dove realizzò vari mosaici.
Come testimonia Gentile Bellini si pensa che realizzò un “San Pietro”.
Tornato a Firenze nel 1430 l’artista presentò una domanda di lavoro per il Duomo di Firenze.
Nel 1432 fu incaricato nella realizzazione di un affresco sulla la navata sinistra del Duomo, “Monumento equestre a Giovanni Acuto”.
Successivamente eseguì i cartoni per tre vetrate della cupola (“Natività”, “Resurrezione” e “Annunciazione”) e il quadrante del grande orologio della controfacciata.
Nel 1445 Paolo Uccello venne chiamato a Padova da Donatello, un suo caro amico, per cui dipinse, nel palazzo Vitaliani, l’affresco “Giganti”, oggi perduto.
Nel 1465 realizzò l’opera “Crocifissione e santi” e in seguito si trasferì ad Urbino, dove affrescò il “Miracolo dell’Ostia profanata”, opera commissionatagli dalla Compagnia del Corpus Domini.

Paolo Uccello morì 10 dicembre 1475, a Firenze.

January 7, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , ,
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Pablo Picasso

Pablo Picasso
Pablo Ruiz Picasso fu un pittore di fama mondiale, definito un grande genio della pittura contemporanea.

Nacque a Málaga il 25 ottobre 1881, figlio dell’insegnante Maria Picasso Lopez e di José Ruiz Blasco (usò entrambi i nomi per firmare le sue opere fino al 1898, poi utilizzò soltanto il nome della madre).
Iniziò i suoi studi artistici a Barcellona, dove entrò in contatto con pittori di stampo modernista.
Successivamente si recò tre volte a Parigi, tra il 1900 e il 1902 e si stabilì nella capitale francese nel 1904, affascinato dall’atmosfera bohémienne delle strade parigine.
In questo periodo Pablo Picasso subì l’influenza di Paul Gauguin, dei pittori Nabis, di Edgar Degas e di Henri Marie Raymond e fece amicizia con il poeta Max Jacob, con lo scrittore Guillaume Apollinaire e con gli artisti Ambroise Vollard e Daniel Henry Kahnweiler.
Ritornato a Barcellona, creò diverse opere dove si commistionavano i vari stili e altre pitture che raccolse nel “periodo blu” (1901-1904) e nel “periodo rosa” (1905-1907), per i loro rispettivi colori.

In seguito Pablo Picasso si interessò all’arte di Paul Cézanne e insieme all’amico Braque fondò il cubismo (1907-1914), una tecnica di rappresentazione artistica basata sulla distruzione della prospettiva, per indicare la relatività della conoscenza.
Pablo Picasso nelle sue opere ritrae oggetti con cui viene a contatto quotidianamente come bottiglie, strumenti musicali, nature morte.
Le sue opere artistiche furono influenzate profondamente dalla sua vita e dai suoi rapporti con le donne, talvolta molto burrascosi.
Nel 1911 Picasso realizzò, dopo il bombardamento aereo della città di Guernica, durante la Guerra civile Spagnola, il suo più grande capolavoro, “Guernica.”
In questo quadro l’autore esprime la violenza e la crudeltà dei fatti, attraverso l’uso di immagini come il toro, il cavallo morente, il guerriero caduto, la madre con il suo bambino morto, una donna intrappolata in un edificio in fiamme.
Nel 1912 l’artista creò l’opera “Natura morta con sedia impagliata”, un collage di pittura ad olio, tela cerata, carta e corda su tela, che segnò il passaggio al cubismo estetico, una fase più decorativa, in cui il colore gioca un ruolo più importante.
Durante la Seconda Guerra Mondiale il tema della morte diventa uno dei temi più ricorrenti nell’arte di Picasso.
Alcuni dipinti del pittore si rifanno anche ad artisti come Diego Velazquez, Gustave Courbet, Eugène Delacroix e Edouard Manet.
Durante la sua vita Pablo Picasso realizzò anche centinaia di litografie, duemila ceramiche e varie sculture (si ricorda “La capra” in bronzo – 1950, Museum of Modern Art).

Pablo Picasso morì a Mougins, in Francia, l’8 aprile 1973.

January 7, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , ,
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