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Edgar Degas

Edgar Degas
Edgar Degas fu un pittore e scultore francese.

Nacque a Parigi, nel 1834, da una famiglia agiata.
Iniziò a studiare giurisprudenza, ma abbandonò i propri studi per dedicarsi alla pittura.
Edgar Degas ebbe la sua formazione artistica con Louis Lamothe, allievo di Ingres, e, successivamente visitò il Louvre e fece diversi viaggi in Italia, dove entrò in contatto con i grandi maestri del Rinascimento.
Data la sua grande ammirazione per Ingres, incominciò a dipingere soggetti storici, tra questi si ricorda il dipinto: “Giovani spartane” (1860-1862).

Dal 1865, Edgar Degas subì l’influenza del movimento impressionista e fece amicizia con Pissarro, Renoir, Monet e Manet, partecipando a sette delle otto mostre del gruppo.
Edgar Degas, tuttavia, non si avvicinò mai del tutto al movimento, poiché preferì lavorare nel proprio studio, senza interessarsi, quindi, nel dipingere i paesaggi all’aperto e i cambiamenti di luce e di atmosfera.

Durante la sua carriera artistica, Degas dipinse aspetti della vita moderna e si concentrò in particolare sulla rappresentazione di donne, di ballerine e di corse di cavalli.
Per quanto riguarda le ballerine, Degas realizzò delle opere, mentre queste si preparavano, dietro le quinte, e durante le loro esibizioni.
Il colore predominante, di queste sue opere, è il bianco vestiti.
Tra le sue opere si ricorda “Prova di balletto sulla scena”, in cui l’autore, mostra un balletto, presentandolo come se questo fosse visionato da un lato del palco.
Le ballerine sembrano in movimento, grazie al gioco di luci e ombre.

Nelle sue opere, Degas dà un’immagine delle donne dell’epoca, appartenenti a differenti classi sociali: il copricapo è tipico delle signore della borghesia, che indossano spesso cappotti e vestiti eleganti.
Inoltre, Edgar Degas dipinse anche alcune donne nude, senza mostrare alcun sforzo nel renderle seducenti, ma spogliandole di tutta la loro attrazione sensuale ed erotica: in “Donna fuori dal letto”, Degas ritrae una donna matura alzarsi dal letto, che si sta preparando per il bagno del mattino. In basso a sinistra mostra la vasca dove avrà luogo il suo bagno.

Durante il 1880, Degas iniziò ad avere gravi problemi di vista, ma, nonostante tutto, continuò a dipingere per i successivi quindici anni, finché morì a Parigi, nel 1917.

December 27, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , ,
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Camille Pissarro

Camille Pissarro
Camille Pissarro fu un pittore francese, tra i maggiori esponenti dell’Impressionismo.

Nacque, il 10 luglio 1830, nell’isola caraibica di St. Thomas, allora possedimento danese.
Nel 1842, all’età di dodici anni, studiò in Francia, ma poi, nel 1847 tornò nella sua isola natale, dove lavorò per cinque anni, nell’azienda di famiglia.
In seguito, Camille Pissarro, con il pittore danese, Fritz Melbye, fuggì per Caracas, dove rimase fino al 1854, dedicandosi alla pittura e al disegno.
Tornato a St. Thomas, dove rimase per un anno, decise di recarsi a Parigi, per continuare i propri studi.
Nel 1870, allo scoppio della guerra franco-prussiana, Camille Pissarro si rifugiò a Londra, dove incontrò Monet e Daubigny ed ebbe la possibilità di studiare le opere di Constable e Turner.
Successivamente, dal 1874 in poi, Camille Pissarro partecipò a tutte le mostre degli impressionisti: Claude Monet (1840-1926); Pierre Auguste Renoir (1841-1919); Alfred Sisley (1839-99); Edgar Degas (1834 – 1917); Paul Cézanne (1839-1906); Berthe Morisot (1841-95) e Edouard Manet (1832-83).

Nelle sue opere, il pittore, rappresenta solitamente paesaggi campestri e rurali, figure di contadini, durante il loro lavoro, riproducendone i movimenti, le luci e le ombre e mantenendo sempre le giuste proporzioni e una corretta prospettiva.
Per alcuni suoi dipinti, il pittore usò anche la tecnica del puntinismo, che apprese dal pittore francese Georges Seurat.
Tra le sue opere si ricordano anche diverse scene urbane, che realizzò verso la fine della sua carriera, riproducendo gli stessi ambienti in diverse ore della giornata.

Camille Pissarro morì il 13 novembre 1903, nel suo appartamento di Parigi, a Boulevard Morland.

December 26, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , ,
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Berlinghieri Berlinghiero

Berlinghiero Berlinghieri (Volterra) fu un pittore italiano del XIII secolo, che lavorò principalmente in provincia di Lucca, tra il 1128 e il 1232.

I suoi dipinti rappresentano perfettamente la pittura toscana della prima metà del tredicesimo secolo, che era ancora legata alla scuola bizantina.

La sua prima opera conosciuta è “Crocifisso dipinto.”
Quest’opera si trova presso il Museo nazionale di Villa Guinigi di Lucca e si rifà all’arte bizantina, per i suoi colori e per la sua staticità.
Tuttavia, si ricordano anche un secondo “Crocifisso” (1230-1235), conservato al Museo di San Matteo a Pisa e realizzato sotto l’influenza del pittore Giunta Pisano; una “Madonna col Bambino”, conservata al Metropolitan Museum of Art di New York, e una “Madonna col Bambino”, conservata nel Duomo di Pisa.

December 26, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, ,
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Bartolomé Esteban Murillo

Bartolomé Esteban Murillo
Bartolomé Esteban Pérez Murillo fu un pittore spagnolo, del periodo barocco.

Ultimo di quattordici figli, nacque, nel 1617, a Siviglia, da Stefano e Maria Gaspar Perez.
Rimasto orfano all’età di nove anni, fu cresciuto da una delle sue sorelle maggiori, Ana, che gli permise di frequentare la bottega del pittore, Juan del Castillo.

In seguito, dal 1630 in poi, Bartolomé Esteban Murillo lavorò come pittore indipendente a Siviglia e, nel 1645, ricevette l’incarico di dipingere tredici tele per il chiostro della chiesa di San Francisco el Grande, a Siviglia, avendo un grandissimo successo.
Inoltre, Bartolomé Esteban Murillo iniziò a specializzarsi nel dipingere temi iconografici, e iniziò a realizzare diverse versioni de “La Vergine col Bambino” e “Immacolata concezione.”

Successivamente, nel 1658, si trasferì a Madrid, dove incontrò Velazquez, che lo fece entrare in contatto con l’arte fiamminga e veneziana
In questo periodo prolifico, Bartolomé Esteban Murillo realizzò anche la pala per il Monastero di San Agustín e vari dipinti per la chiesa di Santa Maria la Blanca e la Chiesa del Convento dei Cappuccini.

Bartolomé Esteban Murillo morì il 3 aprile 1682.

Tra le sue opere si ricordano: “Ragazze con i fiori”; la serie di dipinti dedicati a la parabola del Figliuol prodigo; “La ragazza alla finestra”; “Immacolata Concezione”; “Lo Sposalizio mistico di Santa Caterina d’Alessandria”, opera che rimase incompiuta, a causa che il pittore morì cadendo da una impalcatura

December 26, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , ,
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Alfred Sisley

Alfred Sisley
Alfred Sisley fu un pittore impressionista francese.

Figlio di genitori inglesi, nacque il 30 ottobre 1839, a Parigi.
Fu inviato all’età di 18 anni, dal padre, a Londra per studiare economia, ma, durante il suo soggiorno, mostrò anche un grande interesse per l’arte e entrò in contatto con le opere di John Constable, William Turner e Richard Bonnington.

Così, sostenuto dalla famiglia, che notò il talento del figlio, decise di dedicarsi alla carriera artistica.
Nel 1862 tornò a Parigi e studiò presso la bottega di disegno e pittura di Gleyre, dove incontrò Claude Monet e Pierre Auguste Renoir.
Poi lasciò il corso, per dedicarsi alla pittura all’aperto con l’obiettivo di realizzare rappresentazioni spontanee e dirette, concentrandosi sugli effetti che la luce naturale crea sugli oggetti.
Nel 1870, durante la guerra franco-prussiana, Alfred Sisley come Monet e Pissarro, emigrò a Londra, e dopo la guerra, si trasferì presso Marly e Louveciennes, vicino a Parigi.

Durante la sua carriera artistica, Sisley si dedicò in particolare al paesaggio, rappresentandolo nelle ore diverse della giornata e in condizioni climatiche differenti.
I suoi quadri riproducono, quindi, gli stessi paesaggi in momenti diversi e anche l’acqua con le sue trasparenze.

Nel 1874, l’artista partecipò alla prima mostra degli impressionisti e anche alle mostre successive del 1876, del 1877 e del 1882.

December 22, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , ,
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Albrecht Dürer

Albrecht Dürer
Albrecht Dürer fu un pittore, incisore, matematico e xilografo tedesco, esponente della pittura tedesca rinascimentale.

L’artista ha firmato una parte delle sue opere con il suo nume tedesco Albrecht Dürer e un’altra parte con il nome Albertus Durerus Noricus, che iniziò ad utilizzare dopo il suo viaggio a Venezia.
Il termine Noricus allude alla sua città natale Norimberga.
Alcune sue opere sono firmate anche da un monogramma che racchiude la D del suo nome.
Le uniche opere che l’autore non ha firmato sono quelle che per lui non avevano una valenza artistica, come ad esempio i paesaggi realizzati durante il suo primo viaggio in Italia, che furono dipinti per memoria, e i primi disegni e schizzi.

Durante la sua carriera, Dürer realizzò all’incirca 90 dipinti, 130 incisioni, xilografie, diverse centinaia di disegni e scrisse tre libri sulla storia dell’arte.

Albrecht Dürer nacque a Norimberga, il 21 maggio 1471, cinquant’anni dopo la scoperta della xilografia.
Suo padre, Albrecht Atjós, era un orafo ungherese, che si trasferì a Norimberga, uno dei centri culturali più importanti della Germania, nonché una città commerciale, dove c’era la distribuzione dei metalli preziosi, grazie alla presenza di miniere nel territorio.
Nel 1467, suo padre aprì il suo negozio e sposò la tedesca Barbara Holpere, che aveva quindici anni, con cui ebbe diciotto figli, di cui solo tre sopravvissero: tutti e tre pittori.

Albrecht Dürer apprese l’arte dell’incisione e della stampa, in tenera età, dal padrino Anton Koburger.
Inoltre, all’età di dodici anni entrò a lavorare nella gioielleria del padre e, in seguito, entrò nella bottega del pittore più importante di Norimberga, Michael Wolgemut.
Nel 1490, si recò nei Paesi Bassi e nella Renania e visitò Nordlingen, Ulm, Colmar, Basilea e Strasburgo, dove incontrò insegnanti diversi come Heslin, Baldung Grien e Conrad Witz.

Si sposò con Agnes Frey, ma il matrimonio fallì e quindi si trasferì a Venezia, dove si interessò a Bellini, Mantegna e a Pollaiuolo.
Fu impressionato dalle figure umane proporzionate e dai nudi e fu ispirato dalle statue classiche nel fare i propri esperimenti di prospettiva e proporzione.
Apprese l’arte su tela veneziana e, nel 1494, tornò a Norimberga, dove aprì il proprio laboratorio e dove gli fu commissionato un ritratto e un altare da Federico il Saggio di Sassonia, protettore di Lutero.
Durante questo periodo, Albrecht Dürer realizzò vari ritratti e la sua opera più rivoluzionaria: quindici xilografie per “l’Apocalisse”, che apparvero nel 1498 in due edizioni, una in latino e l’altra in tedesco.
Nel 1500, Albrecht Dürer, ossessionato dalla teoria delle proporzioni umane e della prospettiva, entrò in contatto con il pittore veneziano, Jacopo Barbari, che lo istruì su questi temi.
Nel 1502, morì suo padre e Dürer prese con sè la madre e realizzò brillanti opere, che aumentarono la sua fama.
Nel 1505, si recò una seconda volta a Venezia, provocando grande gelosia e rivalità tra gli artisti locali, ma entusiasmando la classe nobile.
In aggiunta, denunciò Marcantonio Raimondi con l’accusa di aver copiato delle sue incisioni.
Nello stesso periodo, ricevette l’incarico di dipingere un altare per la comunità tedesca di Venezia, nella chiesa di San Bartolomeo e così realizzò “La Festa del Rosario”, recandosi tra un lavoro e l’altro anche a Bologna, Firenze e a Roma.
Tra le sue opere di questo periodo si ricordano anche: l’incisione su rame “Adamo ed Eva”, dove mostrò una evidente attenzione alle proporzioni umane; la xilografia la “Grande passione”; la serie xilografica della “Vita di Maria”; l’incisione “Il cavaliere, la morte e il diavolo”; “San Girolamo nello studio”; “Melencolia I.”
Nel 1512, Albrecht Dürer divenne pittore della corte di Massimiliano I e, nel 1520, andò nei Paesi Bassi per essere confermato pittore di corte dal successore Carlo V.
Poi visitò Bamberg, Francoforte, Colonia e Anversa, dove ricevette onori e fu invitato a banchetti e incontrò Quentin Metsys, Jos van Cleve e Joachim Patinir

A Mechelen conobbe Margherita d’Austria, zia di Carlo V, che gli mostrò la sua importante collezione di dipinti.
A Bruxelles fu ospite di van Orley e conobbe Erasmus.
Poi, assistette ad Aquisgrana all’incoronazione di Carlo V, il 23 ottobre 1520.
In questo periodo, ci furono diverse tensioni religiose e sociali e Albrecht Dürer realizzò il dipinto “Quattro Apostoli.”

Albrecht Dürer morì il 6 aprile 1528, a Norimberga, e il suo amico Willibald Pirckheimer scrisse il suo epitaffio: “In memoria di Albrecht Dürer. Tutto ciò che era mortale in lui è sepolto sotto questo tumulo.”

Tra le sue opere si ricordano anche: “Ritratto di Albrecht Dürer il vecchio” (1497); “Ritratto di Oswolt Krel” (1499); “Autoritratto” (1500); “Adorazione dei magi” (1504); “Madonna con fringuello” (1506) e “Ritratto dell’imperatore Massimiliano I” (1519).

December 17, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , , ,
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