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Pancho Villa

Pancho Villa
Pancho Villa, pseudonimo di Doroteo Arango Arámbula, fu rivoluzionario e politico messicano, nonché uno dei più discussi e principali leader della Rivoluzione messicana.

Nacque il 5 giugno 1878, a Durango, e morì il 20 luglio 1923, a Parral.
Rimasto orfano di padre, fu costretto fin da piccolo a lavorare, insieme ai suoi fratelli, come boscaiolo, agricoltore e commerciante, nel ranch Lopez Negrete.
All’età di sedici anni quando scoprì che il proprietario del ranch aveva tentato di molestare sua sorella, gli sparò, ferendolo leggermente.
Da questo momento Doroteo Arango Arámbula fu costretto a cambiare il suo nome in Pancho Villa e ad iniziare un lungo periodo di latitanza, che gli permise di sviluppare le sua abilità di stratega.

In seguito Pancho Villa si schierò contro la dittatura di Porfirio Díaz e si arruolò nell’esercito per Francisco Modero, che propugnava libere elezioni e la riconsegna delle terre ai contadini.
In questi anni Pancho Villa si distinse per il suo coraggio e per le sue doti straordinarie di guerrigliero, diventando uno dei personaggi più importanti della rivoluzione messicana del 1910-1911.
Successivamente, quando Francisco Madero salì al potere, Pancho Villa si dedicò al commercio a Chihuahua.
Nel 1912 si militò nuovamente per difendere il nuovo governo, ma venne arrestato.

Dopo luccisione di Francisco Madero, Pancho Villa riformò un nuovo esercito e alleatosi con Emiliano Zapata, arrivò nuovamente fino a Città del Messico, per ristabilire una situazione favorevole alla popolazione, ma nel 1915 venne sconfitto dal generale Alvaro Obregón, sostenitore di Carranza.
Dopo questo evento Pancho Villa attuò varie guerriglie.
Carranza divenne presidente del paese, prima provvisorio (1915) e poi per elezione (1917) e dopo la sua morte nella rivolta di Agua Prieta, Villa ricevette un’amnistia e si ritirò dalla scena pubblica.
Pancho Villa venne assassinato il 20 luglio 1923, a Parral.

January 7, 2010 By : admin Category : Politica Storia Vari Tags:, , , , ,
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Mao Zedong

Mao Zedong
Mao Zedong (Mao Tse-Tung) fu un rivoluzionario e politico cinese: presidente del Partito Comunista cinese, fondatore della Repubblica Popolare cinese e suo leader dal 1949.

Nacque il 26 dicembre 1893 a Shaoshan, in provincia di Hunan.
Figlio di un agricoltore, si laureò alla scuola di insegnanti di Changsha nel 1918 e servì l’esercito nazionalista nel 1911 e nel 1912, durante la rivoluzione contro il governo Manciù della dinastia Qing.
Successivamente Mao lavorò come assistente di biblioteca all’Università di Pechino, dove entrò in contatto con la dottrina marxista, e fu direttore di una scuola elementare a Changsha nel 1920.

Nel 1921 Mao Zedong collaborò alla fondazione del Partito Comunista cinese, a Shanghai, e nel 1923, quando il partito si alleò con quello Nazionalista (Kuomintang) contro i signori feudali, fu responsabile della sua organizzazione.
Nel 1927 Mao partecipò alla lotta partigiana nelle montagne Ching-kang shan contro Chiang Kay-shek e nello stesso anno scrisse il “Rapporto sull’inchiesta condotta nello hunan a proposito del movimento contadino”, in cui esplicitò il malcontento dei contadini, le condizioni economiche e la distribuzione delle ricchezze nelle campagne, gettando le basi della sua visione politica.
Nel 1931 Mao Zedong fu eletto primo presidente della autoproclamata Repubblica Sovietica cinese e iniziò una riforma moderata.

Dopo, alleatosi con il signore della guerra, Zhu De, Mao formò un esercito guerrigliero, la IV Armata Rossa, che iniziò ad invadere lo Jiangxi.
Nell’Ottobre del 1934 avviò la cosiddetta Lunga Marcia, per scappare dal “quinto accerchiamento” delle truppe del Kuomintang, agli ordini di Chiang Kai-shek.
La Lunga Marcia durò 370 giorni e si concluse nella provincia dello Shaanxi, nel nord della Cina.
In seguito ci fu un periodo di tregua, per via dell’occupazione Giapponese, ma la guerra civile riprese nel 1946: Chiang Kay-shek venne costretto a ritirarsi con il suo esercito a Taiwan e Mao proclamò la Repubblica Popolare Cinese, il 1 Ottobre 1949.

Durante il suo governo, Mao Zedong attuò una ridistribuzione delle terre, pianificò l’industria pesante, organizzò una burocrazia centralizzata e ruppe i rapporti con l’Unione Sovietica nel 1960.
Mao creò una Cina unificata e libera dalla dominazione straniera.
In ambito economico e sociale si ricorda la sua politica del Grande balzo in avanti, che propugnava la modernizzazione del paese e la trasformazione del sistema economico rurale, ma che fallì nel 1960.

Negli ultimi anni del suo governo, il potere di Mao venne dirottato verso il Primo Ministro Chou En lai.
Mao Zedong fu Comandante Supremo della Cina fino al 1970 e morì il 9 settembre 1976 a Pechino.

La sua personalità è conosciuta soprattutto grazie alla sua opera più importante il “Libro Rosso.”

January 4, 2010 By : admin Category : Storia Vari Tags:, , , , , , ,
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Emiliano Zapata

Emiliano Zapata
Emiliano Zapata fu un capo rivoluzionario e guerrigliero messicano, difensore dei diritti degli indigeni nel Messico e della riforma agraria.

Nacque l’8 agosto 1883, a San Miguel Anenecuilco, in Messico.
Crebbe in una famiglia di umili contadini, lavorò come operaio e mezzadro, e ricevette una scarsa istruzione.
Tutelò i diritti del suo popolo e riunì un esercito del comune di Morelos, per aderire, nel 1910, alla Rivoluzione messicana con Francisco Ignacio Madero, con il fine di rovesciare il regime di Porfirio Díaz.

Successivamente, Madero assunse la presidenza nel 1911 e Zapata, insoddisfatto delle sue proposte, creò il Piano di Ayala, che misconosceva il governo del Presidente Francisco Madero, accusato di tradire la causa dei contadini: Zapata propose una ridistribuzione delle terre.
Durante la sua carriera politica, Zapata sfidò anche il dittatore Victoriano Huerta (1913-1914) e il costituzionalista Venustiano Carranza (1914-1920), continuando la sua attività di guerriglia contro il governo e estendendo il suo potere nel sud del Messico.

Nel 1914, Zapata, insieme a Francisco (Pancho) Villa, che aveva accettato il Piano di Ayala, entrò a Città del Messico e, l’anno seguente, si trasferì a Morelos, dove continuò a difendere le proprie posizioni contro le truppe costituzionaliste.
Poi, ripudiò le azioni di Carranza (che inzialmente era stato uno dei rivoluzionari), sempre in difesa della realizzazione di una vera riforma agraria e di una ripartizione equa delle terre.
La sua accusa contro Carranza si riflesse in una lettera aperta del 1919.
Carranza rispose alle sue accuse, pianificando un piano per assassinarlo e perciò Emiliano Zapata fu ucciso, nello stesso anno.

Emiliano Zapata fu idolatrato dai contadini e dalla gente come un riformatore rivoluzionario ed eroe.

December 27, 2009 By : admin Category : Politica Vari Tags:, , ,
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