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Salvador Dalí

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Salvador Dalí (Figueres, 11 maggio 1904Figueres, 23 gennaio 1989) fu un grande pittore, scultore e scrittore spagnolo, che fin da adolescente aveva molta fiducia nelle proprie capacità (diceva che sarebbe stato “un grande genio”) e che fu il massimo esponente del surrealismo.

Vita
Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí nacque a Figueras (Girona), 11 maggio 1904, da una famiglia borghese.
Iniziò a dedicarsi all’arte precocemente, difatti, già all’età di dieci anni iniziò a disegnare e dipingere paesaggi e a effettuare ritratti famigliari.
Durante la sua vita Dalí si dedicò anche alla scrittura, attraverso cui cercò di esprimere la propria arte.
I suoi primi articoli apparsero nel 1919 sulla rivista locale Studium: si ricorda il suo articolo “I grandi maestri della pittura”.
Nel 1922 Dalí si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti di San Fernando, a Madrid, dove studiò fino al 1926, quando venne espulso prima di sostenere gli esami finali.
In questo periodo visse presso la Residencia de Estudiantes di Madrid, dove conobbe futuri artisti come Luis Buñuel, Federico García Lorca, Jose Bello e José Moreno Villa.

Nel 1928 Salvador Dalí collaborò con Luis Buñuel nel film “Un Chien Andalou.”
Nel 1929 divenne membro del gruppo surrealista francese e a partire dal 1928-1929 realizzò opere utilizzando materiali sperimentali come sabbia e sughero.
Lo stesso anno organizzò una mostra dove presentò alcuni dei suoi dipinti, si ricordano: L’enigma del desiderio” e “Il grande masturbatore.”

Durante la sua vita Salvador Dalí mostrò un grande interesse per le teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud e per la scienza.
Le sue opere presentano un mondo di sogno e fantasia delirante e irrazionale.
Nel 1930 Dalí collaborò nuovamente con Luis Buñuel in “The Golden Age” e divenne conosciuto in tutto il mondo, difatti ottenne persino un articolo in prima pagina sul Time, il 14 dicembre 1936.
Poi si trasferì negli Stati Uniti, dove tenne varie conferenze e creò delle collezioni di gioielli: il più conosciuto è Il cuore reale, realizzato in oro con 46 rubini, 42 diamanti e 4 smeraldi.
Nel 1941 Dalí venne espulso dal gruppo surrealista.
Nel 1951 pubblicò il Manifesto mistico e negli stessi anni si dedicò anche alla pop-art e optical art.

Le sue opere più importanti e rappresentative sono: “Il cestino del pane” (1926), “Il grande masturbatore” (1929), “Persistenza della Memoria” (1931), “La guerra civile” (1936), “Spagna” (1938), “Leda Atomica” (1949), “Cristo di San Giovanni della Croce” (1951) e “Ultima Cena” (1955).
Inoltre si ricordano tra i suoi scritti: “La vita segreta di Salvador Dalí”, “Diario di un Genio” (1964), “Confessioni” (1973) e per quanto riguarda le arti grafiche: dodici litografie per il “Don Chisciotte” di Miguel de Cervantes (1957), un centinaio di litografie a colori per “La Divina Commedia” di Dante (1960) e varie incisioni.

Nel 1974 Dalí inaugurò il Teatro-Museo Dalí a Figueres e nel 1982 il Salvador Dalí Museum di St. Petersburg (Florida, USA). Nel 1983 fondò la Fondazione Gala-Salvador Dalí a Figueres, in onore della moglie Gala, sua musa ispiratrice.
Salvador Dalí fu un artista controverso, provocatorio e esibizionista, morì il 23 gennaio 1989 a Figueras.

January 9, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , ,
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Ramon Gaya

Ramon Gaya
Ramon Gaya fu un pittore e scrittore spagnolo.
Nacque a Huerto del Conde (Murcia), il 10 ottobre del 1910.
Iniziò a dedicarsi alla pittura alla sola età di dieci anni, seguendo i consigli artistici di Pedro Flores e Luis Garay.
Abbandonò gli studi prematuramente, per occuparsi totalmente dell’arte, ma continuò la propria formazione presso la biblioteca del padre: si interessò alle opere di Wagner, Tolstoj, Nietzsche e Galdós.

Ramon Gaya organizzò la sua prima mostra al Circulo de Bellas Artes di Murcia e entrò in contatto con gli artisti dell’epoca come Picasso, Braque e Matisse.
Successivamente, grazie ad una borsa di studio concessa alla Città di Murcia, a diciassette anni, si recò a Madrid, dove visitò il Museo del Prado, e poi a Parigi, dove mise in mostra le proprie opere insieme a Pedro Flores, Luis Garay e Darsic Japp.
Ritornato in Spagna, dopo la morte della madre, Ramon Gaya collaborò ad una Misiones Pedagógicas e realizzò più copie di vari dipinti del Museo del Prado (di Velazquez e Rivera).

La guerra civile spagnola fu un evento traumatico per il pittore, poiché egli perse la moglie in un bombardamento a Figueras e fu costretto a rifugiarsi in Messico, dove trascorse 17 anni in esilio e dove realizzò molte opere pittoriche e letterarie.
Nel 1952 Ramon Gaya tornò in Europa, per un breve periodo e nel 1956 si stabilì temporaneamente a Roma, dove dipinse “Bautismo”, “Entierro de Cristo”, “Noli me tangere” e “Judith y Holofernes.”
Nel 1960 ritornò in Spagna e si recò a Valencia, dove conobbe la sua seconda moglie, Isabel Verdejo.
Gli anni successivi della sua vita furono caratterizzati da un lavoro intenso e dalla pubblicazione di due dei suoi libri più importanti: “Il Sentimento de la Pittura” (1960) e “Velázquez, pájaro solitario” (1969).
Durante la sua carriera artistica, Ramon Gaya ottenne molti riconoscimenti come il Premio Nazionale di Arti Plastiche, assegnato nel 1997, la Medaglia d’Oro del Circulo de Bellas Artes di Madrid, e la nomina nel 1999 di Dottore Honoris Causa presso l’Università di Murcia.
Morì 15 ottobre 2005, all’età di 95, a Valencia.

January 9, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , ,
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Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci fu un artista fiorentino, considerato uno dei grandi maestri del Rinascimento, celebrato come pittore, scultore, architetto, ingegnere e scienziato.

Nacque il 15 aprile 1452, nella cittadina toscana di Vinci.
Figlio di un ricco notaio fiorentino e di una contadina, si stabilì nel 1460, insieme alla famiglia, a Firenze, dove iniziò ad entrare in contatto con i vari circoli artistici e intellettuali del periodo.
Nel 1466 iniziò a studiare presso la bottega di Andrea del Verrocchio, un celebre scultore e pittore dei suoi tempi.
In seguito, nel 1472, Leonardo da Vinci entrò a far parte della corporazione dei pittori di Firenze e operò come assistente di Andrea del Verrocchio fino al 1476: nel 1478 aprì una propria bottega indipendente.
Nel 1482 Leonardo entrò al servizio di Ludovico Sforza, duca di Milano, e poi lavorò per il matematico italiano Luca Pacioli.

Tra le sue opere di questo periodo si ricordano: “Battesimo di Cristo” (1475-1478, Uffizi di Firenze); “Adorazione dei Magi” (1481-1482, Uffizi di Firenze); “Madonna Benois” (1478-1482, Ermitage, San Pietroburgo); “Ritratto di Ginevra de’ Benci” (1474, National Gallery of Art, Washington); “San Girolamo” (1481, incompiuta, Pinacoteca Vaticana); “Vergine delle Rocce” (1483-1485, Louvre, Parigi); “La dama con l’ermellino” (1488-1490) e il suo grande capolavoro “L’ultima Cena”, che Leonardo dipinse per Ludovico Sforza e che tutt’oggi si trova nel monastero di Santa Maria delle Grazie, a Milano.

Durante il soggiorno milanese Leonardo commissionò anche un monumento in bronzo di dimensioni colossali per Francesco Sforza, che lasciò incompiuto e che fu distrutto dai soldati francesi, quando la famiglia Sforza fu cacciata da Milano nel dicembre del 1499.

In seguito Leonardo ritornò a Firenze e visse anche per un breve periodo a Roma, dove, nel 1502, entrò al servizio di Cesare Borgia, duca di Romagna e figlio di Papa Alessandro VI.
In questo secondo periodo fiorentino Leonardo realizzò vari ritratti, ma lunico che sopravvisse fu La Gioconda (1503-1506, Louvre, Parigi), il ritratto più famoso della storia della pittura, ricordato per il suo sorriso enigmatico e noto anche come Monna Lisa (si pensa ritragga la moglie di Francesco del Giocondo).
Nel 1506 Leonardo, tornato a Milano, operò per il governatore francese, Charles II Chaumont e successivamente fu nominato pittore di corte di Luigi XII di Francia, residente, in quel periodo, nel capoluogo milanese.
Di questo periodo si ricordano il progetto al monumento equestre in onore di Gian Giacomo Trivulzio; la seconda versione della “Vergine delle Rocce” e “SantAnna, la Vergine col Bambino” (1506-1513, Louvre, Parigi).
Dal 1514-1516 Leonardo visse a Roma sotto il patrocinio di Giuliano de’ Medici e poi nel 1516 si trasferì in Francia, dove lavorò presso la corte di Francesco I.

Leonardo morì ad Amboise, 2 maggio 1519.
Durante la sua carriera Leonardo scrisse anche vari testi artistici, sicuramente si pensa per gli allievi della propria bottega, tra questi si ricorda il “Trattato della pittura.”

January 3, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , , ,
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Joan Miro

Joan Miro
Joan Miro fu un pittore, scultore, incisore e ceramista spagnolo.

Nacque il 20 aprile 1893, a Barcellona.
Studiò presso la Scuola di Belle Arti e poi, mentre lavorava come impiegato in una farmacia, anche presso l’Accademia Llotja Galí.
All’età di 18 anni decise di dedicarsi alla pittura, subendo una forte influenza da Cézanne e Van Gogh, dal cubismo e dal fauvismo.

Nelle sue prime opere, che realizzò tra il 1915 e il 1918, Joan Miro rappresentò i paesaggi rurali della sua giovinezza, con colori brillanti e luminosi.
Nel 1920 si trasferì a Parigi, in Francia, dove creò il suo studio con André Masson, e fu influenzato dal Surrealismo e dal Dadaismo, da Pablo Picasso, da Max Jacob e da Paul Klee.
Inoltre venne in contatto con il Dada e con le opere di Apollinaire e Rimbaud.
In questo periodo, Joan Miro dipinse “Il Cacciatore” e “L’aratura della terra” e nel 1924 firmò il manifesto surrealista, diventando quindi esponente di tale movimento.
Nel 1925, espose le sue opere nella Galleria Pierre Loeb, in Francia, ed ebbe un grande successo (Hemingway acquistò alcune delle sue opere).
Nel 1927, Joan Miro illustrò il libro “Il etait une petite pie”, utilizzando la tecnica della colorazione a pochoir, e nel 1930 il libro “L’Arbre des voyageurs” di Tristan Tzara.
Nel 1928, quando il Modern Art Museum di New York acquistò due delle sue opere, Joan Miro ricevette il suo primo riconoscimento internazionale, e nel 1929 si sposò, a Palma de Mallorca, con Pilar Juncosa, con cui ebbe una figlia, Dolores.

Nel 1931 Joan Miro lanciò la sua arte scultorea e abbandonò la pittura per un lungo periodo.
Fuggito a Parigi nel 1937, ritornò in Spagna nel 1940, dopo il bombardamento tedesco della Normandia, e iniziò a dedicarsi all’incisione e alla litografia.
Nel 1941 eseguì la sua prima retrospettiva, conservata al Museum of Modern Art di New York.
Dal 1944 si dedicò alla scultura in ceramica e realizzò “Il muro della Luna”, “Il muro del Sole” e il murale del Palazzo dei Congressi e Fiere di Madrid.
Nel 1975 creò, a Barcellona, la Fondazione Joan Miró, una fondazione culturale e un centro di studio per l’arte contemporanea, che ospita un’importante collezione di arte moderna.
Nel 1979 fu nominato Dottore Honoris Causa presso l’Università di Barcellona.

Joan Miro morì il 25 dicembre 1983, circondato dai suoi lavori.

L’artista è conosciuto per i suoi murales, le sue litografie, sculture, ceramiche e decorazioni stampate, caratterizzate da freschezza e semplicità.

January 1, 2010 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , , ,
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Fidia

Fidia fu uno scultore, architetto e pittore greco, la cui opera interpreta pienamente gli ideali della classicità greca.
Tra le sue opere si ricordano le statue maestose di Athena e Zeus e i lavori decorativi sul Partenone.

Le sculture di Fidia rappresentano personaggi dal punto di vista anatomico in modo realistico e sono caratterizzate da mobilità e flessibilità, equilibrio e serenità.

Fidia nacque ad Atene, nel 490 a.C., e morì ad Olimpia, nel 431 a.C.
E’ noto che lo scultore lavorò con Mirone e Policleto, sotto la direzione di Hegi, e che apprese l’arte del bronzo nella scuola di Argo, nonché che visse al tempo di Pericle, il suo patrono principale.

Tra le sue opere si ricordano: una statua per il tempio di Atena, a Platea, e un monumento in onore di Milziade, a Delfi.
Una delle sue opere più importanti è l’Athena Lemnia, dedicata alla dea della saggezza Atena e realizzata per l’Acropoli di Atene, nel 460 a.C.
Di quest’opera ci sono ancora due copie parziali: un busto nel Museo Archeologico di Bologna e una figura quasi completa presso l’Albertinum di Dresda.
Fidia realizzò anche la statua di Zeus, una statua alta quaranta piedi, crisoelefantina (d’oro e di avorio), che si trova al santuario di Olimpia e che è stata definita una delle sette meraviglie del mondo.
Nel 438 a.C., Fidia conseguì un’altra statua di Athena, anche questa crisoelefantina, descritta da Platone e Pausania.

Fidia inoltre fu scelto da Pericle per decorare il Partenone, di cui scolpì frontoni, le metope e il fregio, e per dirigere i lavori dell’Acropoli.

Tra le altre opere attribuite a Fidia si ricordano: l’Apollo Parnopios, una statua di bronzo eretta sull’Acropoli di Atene, l’Anadumeno di Olimpia e le Amazzoni di Efeso.

Quando cadde Pericle, Fidia fu accusato di aver sottratto una parte delloro da utilizzare per lAtena Parthenos, ma, nonostante riuscì a dimostrare la propria innocenza, fu accusato di empietà per aver incluso il suo ritratto e quello di Pericle sullo scudo della dea.
Secondo alcune fonti, Fidia morì in carcere, secondo altre, Fidia morì in esilio ad Olimpia.

December 28, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , , ,
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Emilio Greco

Emilio Greco
Emilio Greco (Catania, 1913 – Roma, 1995) fu uno scultore e incisore romano, riconosciuto a livello internazionale.
Le sue opere, di ispirazione classica, si trovano in diversi musei di tutto il mondo (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna – Parigi, Museo Civico di Scultura – Monaco, Neue Pinanothek; – Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Contemporanea, – Melbourne, National Gallery of Victoria) e un buon numero sono raccolte al museo di Orvieto, che porta il suo nome.

Durante la sua vita, Emilio Greco visse a Roma, dove fu titolare della cattedra di scultura, presso l’Accademia di Belle Arti, e insegnò anche Monaco di Baviera e a Salisburgo.
Inoltre vinse diversi premi: nel 1956 ottenne il Gran Premio della Scultura alla Biennale di Venezia e nel 1961 ricevette la medaglia d’oro dal Presidente della Repubblica, per i suoi meriti nel campo dell’istruzione, della cultura e dell’arte.

Emilio Greco fu membro della Reale Accademia del Belgio.
Tra le sue opere si ricordanoil monumento di “Pinocchio” a Collodile porte del Duomo di Orvieto e il monumento a Papa Giovanni XXIII, a San Pietro.

December 27, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , ,
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Edgar Degas

Edgar Degas
Edgar Degas fu un pittore e scultore francese.

Nacque a Parigi, nel 1834, da una famiglia agiata.
Iniziò a studiare giurisprudenza, ma abbandonò i propri studi per dedicarsi alla pittura.
Edgar Degas ebbe la sua formazione artistica con Louis Lamothe, allievo di Ingres, e, successivamente visitò il Louvre e fece diversi viaggi in Italia, dove entrò in contatto con i grandi maestri del Rinascimento.
Data la sua grande ammirazione per Ingres, incominciò a dipingere soggetti storici, tra questi si ricorda il dipinto: “Giovani spartane” (1860-1862).

Dal 1865, Edgar Degas subì l’influenza del movimento impressionista e fece amicizia con Pissarro, Renoir, Monet e Manet, partecipando a sette delle otto mostre del gruppo.
Edgar Degas, tuttavia, non si avvicinò mai del tutto al movimento, poiché preferì lavorare nel proprio studio, senza interessarsi, quindi, nel dipingere i paesaggi all’aperto e i cambiamenti di luce e di atmosfera.

Durante la sua carriera artistica, Degas dipinse aspetti della vita moderna e si concentrò in particolare sulla rappresentazione di donne, di ballerine e di corse di cavalli.
Per quanto riguarda le ballerine, Degas realizzò delle opere, mentre queste si preparavano, dietro le quinte, e durante le loro esibizioni.
Il colore predominante, di queste sue opere, è il bianco vestiti.
Tra le sue opere si ricorda “Prova di balletto sulla scena”, in cui l’autore, mostra un balletto, presentandolo come se questo fosse visionato da un lato del palco.
Le ballerine sembrano in movimento, grazie al gioco di luci e ombre.

Nelle sue opere, Degas dà un’immagine delle donne dell’epoca, appartenenti a differenti classi sociali: il copricapo è tipico delle signore della borghesia, che indossano spesso cappotti e vestiti eleganti.
Inoltre, Edgar Degas dipinse anche alcune donne nude, senza mostrare alcun sforzo nel renderle seducenti, ma spogliandole di tutta la loro attrazione sensuale ed erotica: in “Donna fuori dal letto”, Degas ritrae una donna matura alzarsi dal letto, che si sta preparando per il bagno del mattino. In basso a sinistra mostra la vasca dove avrà luogo il suo bagno.

Durante il 1880, Degas iniziò ad avere gravi problemi di vista, ma, nonostante tutto, continuò a dipingere per i successivi quindici anni, finché morì a Parigi, nel 1917.

December 27, 2009 By : admin Category : Arte Vari Tags:, , , ,
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